Arrivando in Piazza Plebiscito, la vedi. Si staglia contro il colonnato. È strana, assomiglia ad un blocco informe di ferro.

Entri in un cunicolo. Le pareti ti stringono intorno l’aria. Cerchi di respirare, e ti guardi intorno, non sapendo cosa ti accadrà.

 Continui, perché il cammino della tua vita ti porta sempre a guardare dietro l’angolo, ti spinge osservare ancora, ad andare oltre.

Le pareti ondeggiano e basculano intorno a te, si allargano e si stringono, , il cielo diventa uno spicchio minuscolo, e poi torna ad essere una fetta accettabile e tranquillizzante. Ti muovi in stati alternati di claustrofobia e agorafobia.

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